P.E.I. - Progetto Educativo d'Istituto
Premessa
Le recenti normative di legislazione scolastica hanno invitato tutti gli Istituti a stilare il PEI (progetto educativo d’istituto) nel quale racchiudere “l’offerta educativa” che viene rivolta all’utente, tenendo conto dell’ art. n. 34 della Costituzione Italiana che proclama la scuola aperta a tutti e l’istruzione diritto e dovere del cittadino.
Il PEI dell’Istituto “Madre Teresa Quaranta”, scuola materna ed elementare parificata, godrà dell’influenza delle Norme generali riguardo all’educazione che vigono nella Famiglia religiosa delle Missionarie del Sacro Costato ed attingerà ad esse, calandole nella realtà socio-culturale in cui opera.
Noi, Suore Missionarie del Sacro Costato, illuminate e facendo nostro il pensiero del Fondatore, don Eustachio Montemurro, uomo di grande cultura, medico ed insegnante, siamo inserite nella Chiesa e nel tessuto sociale con tante opere, ma privilegiamo l’educazione dell’infanzia e della gioventù per promuovere la formazione integrale della persona umana in vista del suo fine ultimo e insieme del bene della società (Cost. MSC n. 154; Norme n. 342).
Siamo così, Missionarie, sparse nel mondo e ci dedichiamo all’apostolato educativo gestendo scuole di ogni ordine e grado secondo gli ordinamenti scolastici e le norme ecclesiastiche vigenti (Norme n. 341).
Tutta la Famiglia religiosa è educante (Norme n. 358; Consuetudini n.174) e, insieme agli insegnanti, forma una comunità educativa che vede nel rapporto intereducativo, docente-discente, rapporto che si estende anche alle famiglie, la ragione d’essere.
Il nostro intento di educatori è quello di offrire all’allievo diverse opportunità che lo stimoleranno, lo guideranno e lo sosterranno nella formazione graduale della personalità, dello sviluppo psicologico, sociale, culturale, morale e spirituale, non perdendo d’occhio le crescenti e tempestive esigenze della odierna società post-moderna e multimediale.
La scuola è riflesso di una società allo stadio terminale, ma è anche speranza in una rinascita, per questo vogliamo offrire un modello culturale fondato su precise istanze morali (Norme n. 343).
Siamo convinti che nella “retta e sana educazione” ha sede il motore del rinnovamento sociale ed è questo che spinge a farci carico dell’educazione della persona attiva, inserita nel pluralismo, nella democrazia, nella mondialità.
Il PEI è quindi il mezzo per “disegnare la nostra mappa di intervento strategico”:
programmare i metodi di insegnamento, ampliare e migliorare i contenuti, dedicarsi alla ricerca didattico-formativa (Cost. n.155; Norme n. 144; Cons. n. 182) stabilire un piano di continuità didattico-educativa.
Ricordando un pensiero del nostro padre Fondatore, scriviamo questo documento richiamando l’attenzione alla nostra missione di religiose educatrici: “Signore, mai io dimentichi che a nulla valgono gli studi senza il fondamento della pietà” (E. M.).
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Grottaglie, Novembre 2010
Istituzione
L’Istituto Madre Teresa Quaranta, scuola materna ed educandato maschile è sorto nel 1954 con il titolo di “Istituto Campitelli” tratto dal nome del rione di Grottaglie in cui è sito.
La scuola Primaria ha preso ad esistere nel 1972.
Ha subito varie vicissitudini storiche dovute alla necessità di ristrutturazione dello stabile. Infatti dal 1988 al 1993, le lezioni si sono svolte presso alcuni locali, adibiti ad aule, conformati alle norme vigenti di edilizia e sicurezza scolastica, locali in via Pelo. Dal 1994 si sono riaperte le porte dello stabile in via Taranto, completamente rinnovato e adeguato alle norme di sicurezza.
La Scuola dell’ Infanzia è paritaria la Scuola Primaria è Parificata Paritaria L’edificio, le strutture ed il materiale didattico sono di proprietà delle Suore Missionarie del Sacro Costato e di Maria Santissima Addolorata, con sede legale in Roma, via Santo Stefano Rotondo, 7.
Il Rappresentante legale è la Superiora Generale, mentre la Superiora Provinciale ne è il gestore, che assume e retribuisce il personale.
Il personale laico della scuola è costituito da dipendenti retribuiti e assicurati secondo le leggi sul lavoro (CCNL), con contratto A.GI.D.A.E..
Il contratto stipulato viene gestito dalla Superiora della Comunità religiosa, dalla Coordinatrice della scuola e dall’economa.
Struttura
L’edificio costruito nel 1954 e ristrutturato nel 1994 è oggi nel centro della città, che va ingrandendosi ed estendendosi, specialmente da questo versante del rione Campitelli in cui sorge una zona di costruzioni nuove, con famiglie giovani.La scuola è fornita di una palestra coperta, di un’ampia palestra scoperta, di un giardino con giochi, di salone per l’accoglienza dei bambini, di un laboratorio di informatica con Internet, di una biblioteca, di videoregistratori, di televisioni, di registratori, di diaproiettori, di episcopi, di videocamera, di maxiproiettore, di pianoforte ed organo.
Comunità educante
La comunità educante è costituita da alunni, educatori, genitori e tutta la comunità religiosa, ognuno impegnato responsabilmente, secondo il proprio ruolo e la propria competenza nella realizzazione del piano educativo (Norme n. 358).
La comunità educativa come responsabile di tutta l’attività educativo-culturale:
- formula il programma educativo rispondente alle esigenze dell’ambiente e inserito nel piano pastorale della Chiesa locale;
- cura la programmazione annuale;
- promuove l’attuazione e il funzionamento delle strutture di partecipazione;
- collabora con Istituzioni civili e partecipa alle iniziative attivate nel territorio;
- condivide le esigenze educative della comunità religiosa, portatrice del carisma;
- stimola e favorisce l’aggiornamento professionale;
- si impegna nella comune verifica del lavoro educativo.
Gli Organi Collegiali sono nell’Istituto una realtà viva ed operante nel realizza il dialogo e la collaborazione tra le varie componenti scolastiche.
Acquistano un particolare rilievo nella Comunità educativa i responsabili della gestione dell’Istituto, la comunità religiosa tutta, i membri dell’organizzazione culturale e didattica, gli insegnanti religiosi e laici. Essi in particolare sono chiamati ad essere testimoni e mediatori della fede per gli alunni.
Ai docenti, religiosi e laici, spetta soprattutto coltivare con assidua cura le facoltà intellettuali, etiche, creative ed estetiche dell’uomo, sviluppare la retta capacità di giudizio, favorire le giuste attitudini e i saggi comportamenti, introdurre nel patrimonio culturale del passato e contemporaneamente, immergere nella realtà del presente in vista delle scelte future.
I genitori, primi responsabili dell’educazione, devono lavorare in rapporto stretto con la scuola, dando la propria competenza specifica e rifiutando ogni tentazione di delega educativa.
Essi sono chiamati ad approfondire le motivazioni della loro scelta e a condividere il progetto educativo, per evitare pericolose fratture tra l’intervento della scuola e quello della famiglia.
Proposta educativa
La Scuola segue l’alunno nella fase dell’infanzia e della fanciullezza, periodi della vita in cui si pongono le basi per la formazione del carattere e della personalità ed affianca i genitori, mirando ad una giusta educazione spirituale, umana, sociale e culturale.
Tutto questo lo si raggiunge con la fedeltà ai programmi ministeriali e con attività integrative quali: incontri con esperti su argomenti scelti; visite guidate; momenti di approfondimento spirituale e culturale; incontri di interscambio propositivo e di verifica con i genitori; giornate di svago; viaggi culturali anche all’estero; campi scuola estivi; saggi ginnici; palestra pomeridiana; corsi di recupero per gli alunni in difficoltà; associazioni di alunni ed ex alunni
La nostra scuola che si fregia del titolo di “Cattolica” si propone di contribuire alla formazione integrale dei bambini a noi affidati, dalla dimensione individuale a quella sociale e cristiana, agendo da mediatrice culturale, rigorosamente scientifica, avvolta in un alone di serenità, di gioia, di impegno.
La proposta educativa è formata:
- sul diritto della scelta educativa della famiglia (Cost. It. 3-30);
- sulla proposta della Chiesa;
- sulla libertà di offerte educative finalizzate al bene comune garantite dalla Carta Costituzionale (Art. n. 33);
- sulla specifica attività educativa del nostro Istituto, fondato da Eustachio Montemurro, che esplicò la sua apprezzata professione di docente con la passione gratuita dell’educatore.
La scuola è aperta a tutti i ceti sociali, a tutte le culture e nazionalità, fedele al carisma del fondatore, mira a formare coscienze rette, illuminate dal Vangelo.
Essa vuole educare a sentirsi parte del tessuto sociale, ad aspirare ai valori della pace e della giustizia, a condividere i timori e le ansie della comunità nazionale prima e di quella mondiale poi.
La scuola mette al centro dell’azione educativa l’uomo nella pienezza della sua dignità, perciò tutta la sua opera si rivolgerà al rispetto della persona e dei suoi diritti inalienabili alla vita, alla libertà, alla realizzazione delle sue aspirazioni di giustizia, all’orientamento della propria esistenza verso i valori spirituali ed etico-religiosi.
Nella società del consumismo al ragazzo che desidera la “scuola facile” così come ha pronta la fruizione delle cose, proponiamo, quale frutto del personale impegno del docente e del discente, una base culturale seria, come fondamento necessario per la crescita della persona umana.
Riteniamo che il clima scolastico improntato alla fiducia e alla stima sia l’habitat naturale ed il mezzo con cui si attua la nostra opera educativa. In questo contesto di dialogo deve essere dato il giusto valore all’autorità, memori tuttavia, che essa è fondata sul rispetto reciproco in modo che mai possa degenerare in autoritarismo,causa di ribellione in chi lo subisce.
Convinti che l’educazione al pluralismo è un obiettivo a lunga scadenza e che richiede fatica costante e paziente, gli alunni saranno guidati a saper operare, motivandole, quelle scelte che la vita scolastica permette e che sono il mezzo democratico per crescere nel senso di appartenenza e di partecipazione responsabile.
Dall’analisi della situazione è emerso che mentre si hanno cure particolari per il “priva
to”, per il “pubblico” si nutre, nel migliore dei casi, indifferenza. Perciò si avrà a cuore il rispetto dei beni della comunità, la sensibilizzazione degli alunni a che essi stessi diventino promotori di iniziative volte a tutelare le strutture pubbliche, intese come beni propri del singolo.
Come completamento delle discipline scolastiche vogliamo dare importanza alle attività parascolastiche ed extra-scolastiche. Riteniamo infatti, che attraverso suddette attività gli alunni esplichino la loro genuina carica creativa e contemporaneamente trovino nell’associazionismo il momento privilegiato per permettere di maturare i valori dell’amicizia, del dialogo e della socialità, e per instaurare rapporti con il più vasto mondo dei giovani.
Progettazione educativa e didattica
Progettazione educativa
La progettazione educativa elaborata dal Collegio degli insegnati, delinea i percorsi formativi correlati agli obiettivi e alle finalità delineati dalle Indicazioni Nazionali.
Al fine di armonizzare l’attività di interclasse, individua gli strumenti per la rilevazione della situazione iniziale e finale e per la verifica e la valutazione dei percorsi didattici. Su questa base vengono elaborate le attività di formazione integrata, i corsi di recupero, gli interventi di sostegno.
Progettazione didattica
Elaborata ed approvata dagli insegnanti del Modulo e dei Moduli paralleli:
- delinea il percorso formativo della classe e del singolo alunno, adeguando ad essi gli interventi operativi;
- utilizza il contributo delle varie discipline per il raggiungimento degli obiettivi e delle finalità educative indicate dal Collegio degli insegnati;
- è sottoposta sistematicamente a momenti di verifica e di valutazione dei risultati, al fine di adeguare l’azione didattica alle esigenze educative che emergono in itinere.
Patto educativo di Corresponsabilità
Il contratto formativo è la dichiarazione, esplicita e partecipata, dell’operato della scuola. Esso si stabilisce, in particolare, tra l’insegnante e l’allievo, ma coinvolge il Collegio degli insegnanti, la classe, i genitori, gli Enti esterni preposti ed interessati al servizio scolastico. Sulla base del contratto formativo elaborato in coerenza agli obiettivi formativi definiti nei due indirizzi di scuola (materna ed elementare):
L’allievo deve conoscere:
- gli obiettivi didattici ed educativi del suo curriculum;
- il percorso per raggiungerli;
- le fasi del suo curriculum.
L’insegnante deve:
- esprimere la propria offerta formativa;
- motivare il proprio intervento didattico;
- esplicitare le strategie, gli interventi di verifica, i criteri di valutazione.
Il genitore deve:
- conoscere l’offerta formativa;
- esprimere pareri e proposte;
- collaborare nelle attività.
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Analisi della situazione iniziale
Per poter conoscere i bisogni espressi e latenti degli alunni, al loro ingresso nell’istituto e durante il percorso formativo, viene elaborato un programma di rilevazione dati, per rilevare, evidenziare, affrontare e, per quanto possibile, risolvere i problemi.
- La ricerca si basa:
- sulla rilevazione della situazione socio-culturale di provenienza;
- situazione familiare;
- rapporti con i genitori e i coetanei;
- attività preferite;
- tempo libero;
- individuazione e accettazione del problema;
- probabile soluzione.
- Come si procede alla individuazione dei bisogni:
- con incontri preliminari e periodici con l’alunno;
- con incontri preliminari e periodici con i genitori o con chi ne fa le veci;
- con lo studio del comportamento dell’alunno durante il gioco, l’attività motoria, i lavori di gruppo, le uscite.
Come si procede all’intervento:
L’insegnante che ha intravisto la necessità, sentita la Direttrice, può contattare e richiedere l’intervento di specialisti: assistente sociale, medico, sacerdote o indirizzando presso il consultorio familiare o, qualora ce ne fosse bisogno, con un incontro personale con i singoli interessati.
Tutto questo si svolge nell’assoluto rispetto della persona fisica
(Cost. It. n. 2-3); nel rispetto della libertà individuale (Cost. It. n. 13) e del diritto-dovere da parte dei genitori di istruire ed educare i figli (Cost. It. n. 29-30).
Si procederà con molto tatto e con empatia nei confronti di bambini che presentano particolari necessità: ritardo di sviluppo mentale, orfani, adottati, in affidamento, di altra nazionalità e religione; membri di famiglie separate, divorziate o conviventi.
In ogni caso gli Insegnanti del Modulo con la Direttrice e l’Esperto, stileranno un programma individuale di intervento e sostegno.
- I bisogni più rilevanti sono:
- ricercare punti di riferimento e di confronto negli educatori;
- partecipare attivamente al dialogo e allo scambio
esperienziale con insegnanti e compagni; - sentirsi protagonisti e parte integrante della classe;
- apprendere in modo interdisciplinare;
- eludere il “conformismo” determinato dai mass-media e dalle realtà virtuali;
- sfuggire “all’individualismo” in un mondo che ci travolge con la telematica, il pluriculturale, il multietnico, il plurireligioso, cioè con tutto ciò che sa di “globale”;
- non lasciarsi coinvolgere da tutto ciò che sa di temporaneo, di scelte a breve scadenza, di approssimativo, di relativo; scacciare l’idolatria, superare tutto ciò che è effimero e lanciarsi verso scelte definitive e durature;
- credere nella Legge, nelle Istituzioni che la tutelano, anche se oggi la televisione ci immerge in un oceano di violenza, di soprusi, di ingiustizia che ci fa soffocare;
- superare l’indifferenza verso i valori sociali, morali e spirituali.
Finalità ed obiettivi generali
- Contribuire a formare la persona “integrale” dal punto di vista individuale, sociale e religiosa.
- Sollecitare il singolo a “conoscere se stesso”.
- Aiutare il singolo a “star bene” con se stesso e con gli altri.
- Educare alla “critica” costruttiva e positiva dei dati conoscitivi.
- Creare “armonia” nella creatività individuale e di gruppo.
- Educare alla tolleranza.
- Condurre a scelte coraggiose e durature.
- Educare alla legalità.
- Proporre itinerari di fede che non esulino dall’esperienza personale, quotidiana e rispettino i tempi di crescita.
Gli obiettivi verranno adattati, tramite la programmazione, alle diverse fasce di età della scuola dell’ Infanzia e della scuola Primaria.
Valutazione
Il processo di valutazione deve basarsi:
- sulle realtà esterne alla scuola: situazione iniziale, ambiente socio-culturale di provenienza;
- sull’offerta educativa: metodologia, strumenti, attività educativa;
- sui risultati di una didattica “formativa”:
- tempi e modi di apprendimento;
- capacità di ragionamento;
- coscienza del sapere;
- capacità di autonomia, di autovalutazione, di orientamento;
- stimola la gratificazione;
- individua carenze nell’apprendimento e propone attività di recupero e sostegno.
La valutazione va intesa come:
- rilevazione delle minime mete conseguite;
- operazione collaborata (alunno-famiglia-insegnante).
Metodi di valutazione.
I metodi prescelti saranno riportati ed evidenziati nelle progettazioni educativo-didattiche.